DATA DRIVEN CLEANING SERVICE

Un supporto alla nostra tecnologia con il cuore.

IL SERVIZIO DI PULIZIA REGOLAMENTATO DAI DATI.

In un’era di continuo cambiamento, in cui le aziende generano una domanda crescente, è necessario che l’industria del Facility e, nello specifico, del Cleaning, risponda in maniera appropriata iniziando a ripensare il proprio business in maniera differente.

Le aziende che falliscono in questa operazione di crescita, attraverso l’analisi e il monitoraggio dei dati, sono destinate a perdere di competitività diventando ben presto obsolete.

L‘ascesa del Big Data, dell’IoT e dell’industria 4.0, sta distruggendo i processi tradizionali alla base di molte realtà.

Service Key, come pioniera del sistema “Data Driven” applicato al Facility Management, focalizza la sua ricerca nello sviluppo di un framework specifico per il settore del cleaning, una delle macro-aree principali del nostro business, individuando correlazioni e schemi da poter adattare alle esigenze del singolo cliente/progetto.

Prima, però, è necessario fare alcune premesse importanti per dare un contesto.

MARGINE BASSO.

Il settore del Facility è ormai da tempo che affronta una forte pressione legata ai margini di guadagno, dovuta soprattutto alla “guerra dei prezzi” costante che avviene tra competitor, tutto, a scapito del costo della manodopera e delle ore lavorate del servizio.

La qualità viene purtroppo percepita come “costosa” e questo rende molto difficile il lavoro di progettazione e preventivazione alla base di un servizio efficace ed efficiente.

Siccome la qualità del servizio, però, è il metro di misura che da valore al rapporto cliente/fornitore, è ovvio che non può rappresentare un accessorio o un aspetto secondario nella realizzazione di un piano di produzione.

Come si può quindi presentare un progetto che venga percepito come “di qualità” ma ad un prezzo ragionevolmente più basso rispetto ai competitor?

Turnover elevato e assenteismo.

Al centro del settore del Facility ci sono le persone: La tecnologia con il Cuore.

Nonostante si cerchi sempre di dare il giusto valore a ciascun collaboratore, quando si inizia a dover gestire numeri importanti, come 4000 persone, suddivise in varie zone del territorio nazionale, si perde inevitabilmente la possibilità di poter controllare tutti e tutto in ogni momento e si rischia purtroppo di perdere pezzi lungo la strada.

L’alto tasso di turnover, o l’assenteismo, dovuto ad una cattiva gestione della commessa o del singolo cantiere, è un problema che avviene quando manca un corretto monitoraggio delle attività e quando l’azienda non è in grado di dare un reale supporto ai propri operatori.

Trovarsi nelle condizioni di dover spesso ricercare nuove figure rappresenta un costo elevatissimo per le aziende che cercano di consolidarsi, ed è un costo che noi, come tanti altri, non possiamo assolutamente prendere sotto gamba.

Churn rate elevato.

E’ inutile nascondersi, quello che porto a casa lo sto inevitabilmente togliendo ad un mio competitor che, a sua volta, farà di tutto per riprenderselo alla prima occasione.

Il tasso di rinnovo dei contratti va di pari passo con la bravura nel mantenere costante la qualità a discapito del prezzo dimostrandone l’efficacia in tempo reale, perché basta un piccolo errore di “calcolo” e la promessa di un risparmio maggiore sovrasta la qualità del servizio e il rapporto con il fornitore.

Un oceano rosso[1] dove le aziende crescono solo ed esclusivamente a discapito delle altre.

Il nostro Oceano Blu.

Qualità elevata a costi contenuti, anzi ottimizzati, è questo il nostro impegno, l’obiettivo che ci siamo posti per rispondere alla crescente e, ormai uniforme, offerta del nostro settore.

Vogliamo navigare in un oceano blu privo di battaglie che vanno a discapito dei nostri partner.

Siamo clienti, prima che fornitori, quello che vogliamo per noi lo vogliamo per i nostri clienti e quello che vogliamo, quando acquistiamo, è poter controllare che i nostri investimenti abbiano un ritorno effettivo.

Vogliamo essere sicuri, quando spendiamo anche solo un euro, che ne sia valsa la pena e che quanto speso rispetti gli accordi minimi di qualità garantiti dal fornitore, vogliamo che il prodotto acquistato sia “funzionante” e per essere ritenuto tale non ci basta semplicemente che “funzioni” ma che venga USATO.

Quando parliamo di un servizio, questo deve essere “percepito” in forma diretta, se ho acquistato un servizio di pulizia mi aspetto che le aree interessate siano pulite.

Oggi l’offerta viene regolata da accordi “troppo” rigidi che, a nostro parere, rappresentano più uno strumento per giustificare una carenza, piuttosto che garantirne la qualità. Il Data Driven Cleaning è uno dei tanti esempi che concorrono allo svolgimento di un servizio di successo, il poter operare in base ai flussi di utilizzo degli spazi, rispondendo in tempo reale ad un’emergenza, permette di dare un supporto tangibile a chi vive quegli spazi con un’incremento notevole del livello di servizio.

Il pensiero “Data Driven” ci ha già dimostrato che, sia nel breve che nel lungo periodo, riesce a generare risparmio senza intaccarne la qualità, è in grado di cambiare l’industria del Facility incrementando in maniera spaventosa l’efficacia di ogni singolo intervento, ha un effetto motivante nella psicologia dell’operatore perché da maggiore dignità ad un settore spesso sottovalutato, ma che, senza il quale, molte realtà faticherebbero a produrre ai ritmi necessari per restare competitive.

Stiamo cambiando le regole del gioco, stiamo seminando un cambiamento inarrestabile.